Le misure per l’editoria nella bozza Manovra 2021, in esame al Consiglio dei Ministri

È esame oggi, in Consiglio dei Ministri, la bozza della Legge di Bilancio 2021 contenente importanti novità per quanto riguarda il settore dell’editoria. Il testo si arricchisce di altri cinque articoli, per un totale di 248.  

Analizzando le nuove misure al vaglio, dal punto di vista del comparto editoriale, i provvedimenti specifici per il settore riguardano: 

Credito di imposta per gli investimenti pubblicitari

Per “assicurare continuità al quadro degli strumenti a sostegno della ripresa delle imprese editoriali” il credito d’imposta è concesso “nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, entro il limite massimo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, che costituisce tetto di spesa”. 

La misura, inoltre, “dispone il rifinanziamento e la proroga triennale di alcune misure temporanee di sostegno alla filiera della stampa in scadenza al 31 dicembre 2020, con particolare riguardo a quelle introdotte o modificate dai decreti cosiddetti Cura Italia, Rilancio e Agosto”.

In considerazione della perdurante condizione di crisi del settore editoriale, la norma “dispone la proroga per il triennio 2021-2023, del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, secondo il regime speciale introdotto per il 2020, entro il medesimo tetto di spesa pari a 50 milioni di euro annui”.

Credito di imposta edicole

Il provvedimento “dispone la proroga – per gli anni 2021, 2022 e 2023 – del credito d’imposta riconosciuto agli esercenti attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici e alle imprese di distribuzione della stampa che riforniscono giornali quotidiani e/o periodici a rivendite situate nei comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti e nei comuni con un solo punto vendita”.

Credito di imposta per i servizi digitali

Proroga triennale anche del credito d’imposta per i servizi digitali, introdotto dall’articolo 190 del cosiddetto decreto Rilancio per l’anno 2020”, per consolidare il sostegno all’editoria digitale. 

Tale credito d’imposta è riconosciuto alle imprese editrici di quotidiani e di periodici che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato per un importo pari al 30% della spesa effettiva sostenuta nell’anno precedente per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e banda larga per le testate edite in formato digitale.

Inoltre, per limitare il ricorso al riparto proporzionale in sede di attribuzione del contributo per gli anni 2021, 2022 e 2023, “si dispone altresì l’aumento del tetto di spesa da 8 a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni suddetti”.

18App

Sulla disciplina della “18App”, il provvedimento prevede “l’inserimento tra gli acquisti ammissibili anche degli abbonamenti a giornali periodici, in aggiunta agli abbonamenti a giornali quotidiani già ammessi per l’anno 2020 ai sensi della richiamata disciplina”.