Unione Europea

Consiglio d’Europa, “adottare misure per i media, compreso il sostegno diretto”

Dal Consiglio d’Europa giunge una Raccomandazione destinata a tutti gli Stati membri che riguarda il giornalismo e il suo ruolo democratico.

Il testo raccoglie una serie di linee guida giuridiche, amministrative e pratiche volte a garantire un finanziamento sostenibile per i media di qualità. Lo scopo è anche quello di costruire la fiducia nel giornalismo e promuovere l’alfabetizzazione mediatica. In particolare, si chiede ai Paesi Ue di creare un ambiente favorevole per fa prosperare il giornalismo di qualità e fargli svolgere il suo ruolo essenziale nella democrazia.

La trasformazione digitale

“Negli ultimi anni abbiamo assistito alla crescente diffusione della disinformazione in un ambiente mediatico in rapido cambiamento. Per proteggere le nostre democrazie, è essenziale che i media svolgano il loro ruolo secondo standard professionali ed etici. Gli Stati dovrebbero mettere in atto misure pratiche per sostenere il giornalismo di qualità come un modo per garantire l’accesso a informazioni affidabili, indipendenti e accurate”, ha commentato il segretario generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić.

Trasformazione digitale ha profondamente cambiato il settore dei media. Sono nate nuove opportunità per il giornalismo ma è stato anche sconvolto il modello di business di molti media.

Negli ultimi due anni, la pandemia ci ha dimostrato la necessità di informazioni affidabili prodotte da giornalisti professionisti, ha anche accelerato problemi strutturali preesistenti.

La Raccomandazione

In particolare, il documento incoraggia gli Stati ad adottare misure normative e fiscali favorevoli per i media, compreso il sostegno diretto. Senza dimenticare le salvaguardie per proteggere l’indipendenza dei media.

Inoltre, gli Stati dovrebbero “promuovere condizioni di mercato eque e trasparenti che permettano alle organizzazioni dei media di competere più equamente con le principali piattaforme online per i ricavi pubblicitari e promuovere condizioni di lavoro eque nei media”.

Anche gli OTT vengono chiamati in causa dalla Raccomandazione. Promossa la priorità dei contenuti di qualità nelle piattaforme online, in particolare nei motori di ricerca e nei social media. La novità risiede nell’introduzione di una supervisione indipendente sulle pratiche di distribuzione della piattaforma.

I social e i motori di ricerca devono anche “sostenere le iniziative di fact-checking, le buone pratiche di trasparenza dei processi editoriali e i meccanismi di autoregolamentazione dei reclami”.

Infine, la Raccomandazione incoraggia gli stati a cooperare con la società civile, i media e altre parti interessate per portare avanti iniziative di alfabetizzazione ai media e all’informazione e per fornire loro finanziamenti.

Irene Vitale

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