
Il Dipartimento della Cultura, Media e Sport inglese (DCMS) ha annunciato una nuova misura per garantire più sicurezza ai giornalisti del Paese. La partnership tra polizia e giornalisti prevede infatti che sia presente almeno un ufficiale in ogni forza di polizia dedicato alla sicurezza di reporter, giornalisti investigativi e media operators.
Branche dedicate alla prevenzione erano già previste, ma il DCMS parla di una “partnership rafforzata” tra media, polizia e governo. Il personale di polizia dedicato a questa mansione sarà noto come “ufficiale di collegamento per la sicurezza dei giornalisti” (JSLO) e avranno la responsabilità di accogliere denunce su abusi e minacce di violenza, sia fisiche che virtuali.
“Troppo spesso i giornalisti vengono messi in pericolo mentre svolgono il loro ruolo fondamentale di fornire notizie accurate al pubblico”, afferma Ian Murray, ministro dei media inglese, “è giusto che si sentano supportati e protetti, così che possano concentrarsi sullo svolgimento del loro lavoro al massimo livello”.
Una rete sempre più capillare in tutto il Regno Unito
Già attivi in Scozia e Irlanda del Nord, i JSLO avranno a breve nuovi colleghi in tutto il Paese. Non solo nelle forze di polizia di prima necessità, ma anche nei corpi della Polizia dei Trasporti Britannica e la Polizia Antiterrorismo.
Il supporto pratico degli ufficiali varrà sia per abusi e intimidazioni fisiche che per minacce online, ma anche per garantire la sicurezza di giornalisti in caso di incarichi ad alto rischio come in proteste e reportage investigativi su temi complicati.
La polizia si è da subito dimostrata volenterosa nella formazione di questo gruppo di specialisti proprio per dimostrare “l’impegno nel proteggere coloro che svolgono un ruolo fondamentale nella nostra democrazia”.
L’amministratore delegato della Society of Editors, Dawn Alford, ha aggiunto: “Migliorare la comunicazione e la collaborazione tra polizia e giornalisti è un passo fondamentale per porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti e la nomina di responsabili della sicurezza dei giornalisti in tutte le forze dell’ordine del Regno Unito invia un messaggio forte ai responsabili di questi abusi”.
La posta in gioco è la democrazia
Questa “pietra miliare cruciale” nella storia del giornalismo inglese va in supporto a un sentimento sempre più diffuso nel Regno Unito di una stampa sotto attacco. Un sentimento che continua a sgretolare la fiducia nella giustizia e nelle istituzioni a partire da uno dei casi più eclatanti per il Paese oltre Manica. Stiamo parlando dell’omicidio di Lyra McKee, giornalista colpita da un’arma da fuoco durante l’osservazione di una rivolta a Derry, Irlanda del Nord, nel 2019.
A seguito di questo brutale attacco, Amnesty International ha denunciato la rilevanza non adeguata data alla libertà di espressione e alla protezione dei giornalisti, pilastri che garantiscono il corretto funzionamento e svolgimento della democrazia. Dal 2019 al 2025, infatti, gli attacchi denunciati e registrati a giornalisti solo nell’Irlanda del Nord sono 71. In tutto il territorio nazionale salgono a decine e decine le minacce di morte e attentati, fino ad arrivare all’installazione di misure di sicurezza elevatissima nelle proprie abitazioni.
“Nessun giornalista dovrebbe mai subire minacce o abusi nell’ambito del proprio ruolo, e garantire contatti designati a cui rivolgersi rappresenta un passo fondamentale per fornire un supporto pratico e vitale ai giornalisti quando ne hanno più bisogno”, ha affermato la segretaria generale del National Union of Journalists (NUJ), Laura Davision.
Articolo di T.S.






