Ue: ChatGPT sotto osservazione per DSA

La Commissione europea ha avviato un processo di verifica per stabilire se ChatGPT rientri tra le piattaforme online soggette alla normativa europea Digital Services Act (DSA). Questa legge è pensata per mettere ordine nel far west digitale, con misure a tutela dei minori e contro la disinformazione

ChatGPT ha registrato oltre 120 milioni di utenti in Ue, superando la soglia dei 45 milioni prevista dal DSA per rientrare nell’elenco delle piattaforme sottoposte a sorveglianza. Nel caso in cui la designazione della Commissione dovesse passare, sarebbe la prima volta che un servizio di Intelligenza Artificiale (IA) finisce sotto la sorveglianza Ue ai sensi del DSA. 

ChatGPT e i VLOP

Bruxelles ha posto particolare attenzione sull’uso della funzione di ricerca integrata in ChatGPT. È proprio su questo punto, infatti, che il servizio si avvicina a quello dei modelli regolamentati, ovvero i Very Large Online Platforms (VLOP). 

L’azienda ha dichiarato che i dati sull’utilizzo degli utenti Ue di ChatGPT si riferiscono esclusivamente alla funzionalità di ricerca online. Il dato è stato calcolato su una media di 6 mesi, misurando gli utenti Ue che ricevono risultati di navigazione quando il modello decide di attivare la ricerca per migliorare la risposta. 

Commissione Ue: come procedere

“Ci sarà un lavoro, anche in collaborazione con il nostro servizio legale, per designare ciò che può essere designato da ChatGPT nel contesto del DSA, che si tratti del motore di ricerca, o della piattaforma online in quanto tale” affermano da palazzo Berlaymont. 

Al termine del lavoro tecnico seguirà una lettera di intenti, dopodiché ci sarà una decisione da parte della Commissione per designare ChatGPT. Inoltre, la normativa prevede che dalla decisione alla piena efficacia della designazione passino 4 mesi

Palazzo Berlaymont ha fatto sapere che sta anche lavorando per facilitare l’interazione tra AI Act, DSA e Digital Markets Act (DMA), la quale mira a contrastare abusi di posizione dominante e pratiche sleali da parte delle Big Tech. 

Articolo di E.V.