
Lo scorso 26 novembre, i deputati del Parlamento europeo (Pe) hanno approvato una risoluzione per la tutela della salute fisica e mentale dei minori online.
Il Pe vuole fissare l’età minima a 16 anni per l’utilizzo di social media e piattaforme online. Ai minori tra i 13 e i 16 anni verrà data la possibilità di accedere previa autorizzazione genitoriale esplicita.
L’urgenza dei dati
I dati dell’Eurobarometro 2025 dimostrano che il 90% degli europei ritiene urgente l’intervento.
Le cifre evidenziano la gravità del problema:
- il 97% dei giovani usa internet quotidianamente;
- il 78% dei minori (13-17 anni) controlla i propri dispositivi almeno una volta all’ora;
- un minore su quattro mostra segni di dipendenza dallo smartphone.
Le maggiori preoccupazioni riguardano la salute mentale, il bullismo online e l’esposizione a contenuti inadatti.
Decisioni del Pe
Per proteggere i minori, Il Parlamento chiede anche di:
- vietare le pratiche di dipendenza più dannose (scorrimento infinito, riproduzione automatica, gamification);
- vietare i siti web non conformi alle norme Ue;
- contrastare le tecnologie persuasive, come pubblicità degli influencer e annunci mirati;
- tutelare i minori dallo sfruttamento commerciale;
- regolamentare le piattaforme di videogiochi online;
- intervenire sugli effetti dell’Intelligenza Artificiale (IA), quindi deepfake, chatbot e app che manipolano immagini di persone senza il loro consenso.
Per far fronte alla situazione, i deputati Ue puntano allo sviluppo di un’app per la verifica dell’età e all’utilizzo del Portafoglio europeo di Identità Digitale (eID).
Articolo di G.N.






