
La Direzione Centrale Polizia Criminale (Criminalpol) nell’ambito delle attività del Centro di Coordinamento per la Sicurezza dei giornalisti presso il Ministero dell’Interno, ha pubblicato il report ‘Atti intimidatori nei confronti di giornalisti’. I dati condivisi sono relativi al primo semestre 2025.
Nel periodo preso in analisi sono stati individuati 81 episodi intimidatori, dato che evidenzia un incremento del +76% rispetto al 2024. In particolare è stato riscontrato che la matrice degli attacchi è spesso socio-politica, confermando la tendenza degli ultimi anni.
La distribuzione territoriale degli eventi, invece, ci permette di verificare che ad aver subito più attacchi è la provincia di Roma con 16 episodi. A seguire Napoli, Cosenza e Milano.
Il Lazio è la regione più colpita
Gli atti intimidatori registrati nel primo semestre del 2025 hanno interessato 16 regioni, 2 in più rispetto al primo semestre del 2024. Generalmente è stato riscontrato un aumento delle intimidazioni in quasi tutte le regioni.
Particolare attenzione va riservata al caso della Regione Lazio, che ha visto quasi triplicare gli episodi intimidatori. Infatti, nel primo semestre del 2024 ne erano stati riscontrati 7, mentre nello stesso periodo del 2025 i casi salgono a 18.
Il Criminalpol conferma che le regioni più pericolose per gli operatori dell’informazione sono 7 (Lazio, Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia). È in queste regioni che si è verificata la stragrande maggioranza delle intimidazioni.
Chi è stato colpito e in che modo
Dal report emerge che gli atti intimidatori sono stati per lo più contro i professionisti dell’informazione. Meno del 20%, invece, ha avuto come obiettivo le sedi delle redazioni giornalistiche o troupe non meglio specificate.
Crescono sempre di più le minacce tramite web, soprattutto attraverso mail e altri contenuti online. Mentre le intimidazioni tramite danneggiamenti sembrano diminuire.
Altri modus operandi analizzati sono stati le scritte ingiuriose, le aggressioni fisiche e le minacce verbali. In tutti questi casi è stato registrato un aumento degli attacchi rispetto al primo semestre del 2024.
Variazioni nel quinquennio (2021-2025)
Il report ha, inoltre, analizzato il trend degli eventi nell’ultimo quinquennio. Ne è emerso che gli attacchi verso cronisti e sedi giornalistiche era diminuito fino al 2024, mentre nel 2025 sono tornati ad aumentare.
Dall’analisi si nota che i cronisti più colpiti sono di sesso maschile. Nonostante ciò, nei confronti delle colleghe è stato registrato un aumento di atti intimidatori (20) rispetto al periodo 2022-2024, avvicinandosi al dato riscontrato nel 2021 (30).
Articolo di E.V.






