
La Commissione dell’Unione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Ungheria per il mancato rispetto delle disposizioni dell’European Media Freedom Act (EMFA).
Il quadro legislativo europeo
L’EMFA è una normativa Ue entrata in vigore l’8 agosto 2025 che ha come obiettivo la tutela della libertà e il pluralismo dei media all’interno del mercato unico.
Uno degli obiettivi fondamentali è quello di garantire l’indipendenza editoriale. Le decisioni editoriali, dunque, vengono protette da interferenze indebite. Mentre, sono garantiti ai giornalisti operanti nel servizio pubblico finanziamenti adeguati, sostenibili e prevedibili. Inoltre, i media pubblici possono e devono operare liberamente, senza pressioni all’interno del mercato europeo.
Infine, la riservatezza delle fonti e delle comunicazioni giornalistiche è protetta dall’uso di spyware o software di sorveglianza invasivi.
L’EMFA istituisce anche il Comitato per i servizi media, incaricato di vigilare sulla corretta applicazione della normativa.
L’azione contro Budapest
È stata avviata la prima procedura europea nell’ambito dell’EMFA contro Budapest. L’esecutivo Ue ha, infatti, sollevato gravi preoccupazioni riguardo alla legislazione ungherese sui media.
Le preoccupazioni derivano anche da alcuni dati allarmanti di Reporter senza frontiere che collocano il Paese al terzultimo posto per libertà di stampa fra quelli dell’Eurozona.
L’accusa principale che viene mossa contro Budapest è la mancata protezione delle fonti giornalistiche e delle comunicazioni riservate. Infatti, secondo il Comitato, l’Ungheria non garantisce un’adeguata o efficace tutela giurisdizionale in caso di violazione di diritti fondamentali per la stampa libera.
I punti critici su cui si basa l’accusa si estendono anche ad altre aree del panorama mediatico:
- Violazione degli obblighi relativi al corretto funzionamento dei media di servizio pubblico;
- Mancata trasparenza sulla proprietà dei media;
- Irregolarità nella valutazione delle concentrazioni del mercato e all’assegnazione della pubblicità statale.
L’Ungheria ora ha due mesi per rispondere alla lettera di costituzione in mora. In caso di mancata risposta o di risposta insoddisfacente, la Commissione deciderà se emettere un parere motivato.
La reazione ungherese
Il portavoce del governo, Zoltan Kovasc, ha subito risposto alle accuse con un messaggio tagliente su X:
“È incredibile. Bruxelles sta avviando un altro procedimento contro l’Ungheria, per la cosiddetta ‘libertà dei media’. Se la Commissione europea dedicasse metà del tempo che impiega ad attaccare l’Ungheria a garantire la pace, difendere il continente dall’immigrazione e ripristinare l’economia europea, l’Europa non si troverebbe nella situazione in cui versa oggi: sull’orlo della guerra e del collasso “.
Articolo di G.N.






