
Con una delibera approvata all’unanimità, l’INPGI (Istituto Nazionale Previdenza Giornalisti Italiani) ha varato una riforma della contribuzione minima obbligatoria che ora sarà possibile anche pagare in 3 rate. La prima entro il 31 maggio, la seconda entro il 30 giugno e la terza entro il 31 luglio.
La possibilità di pagare tutta la previdenza in un’unica rata comunque rimane, ma l’Istituto ha voluto precisare che la misura è una risposta concreta a tutti gli iscritti a basso reddito che a luglio si trovano a versare una cifra spesso pari a un intero stipendio mensile di lavoro giornalistico.
Il contributo previdenziale minimo è una misura obbligatoria per tutti i giornalisti che svolgono la professione autonomamente. Per i Co.Co.Co., invece, non è necessario nessun pagamento perché è lo stesso committente a versare l’obbligo previdenziale.
Qualora, al 31 luglio, un giornalista non abbia svolto attività e non intende svolgerne fino alla fine dell’anno, lo deve comunicare con un apposito modulo di cessazione attività. Solo così si potrà essere esonerati dal pagamento delle imposte. Nonostante ciò, anche se non si è svolta la professione, si possono versare comunque i contributi minimi per coprire l’anno in corso.
Per i ritardatari, invece, c’è sempre il termine ultimo della comunicazione dei redditi, da presentare entro il 30 settembre 2025, seppur con maggiorazioni. L’INPGI provvederà, nel corso degli anni successivi, ai controllare presso le banche dati se il contributo minimo è stato pagato, come prevedono sia la norma sia l’obbligo dell’istituto verso il futuro pensionistico dei giornalisti iscritti.
Articolo di L.C.






